TRIPPLUS_LAGO DI CANTERNO

Durante il periodo di chiusura forzata in casa abbiamo avuto modo di apprezzare il risveglio incontaminato della natura che ci è apparsa con tutto il suo fascino primaverile. Per poter ammirare dal vivo incantevoli scenari naturali, che la nostra meravigliosa Italia offre in abbondanza, non dobbiamo in ogni caso allontanarci molto dai grandi centri urbani.

A circa un centinaio di chilometri da Roma, in provincia di Frosinone, ne troviamo uno, davvero suggestivo. Si tratta del maggiore degli specchi d’acqua lacustre di origine carsica del Lazio, con una superficie di 0.6 kmq, un perimetro di 4,9 km ed una profondità massima di circa 25 metri: il lago di Canterno. Nonostante sia ricordato persino dalla toponomastica stradale capitolina nel Quartiere Africano e sorga in prossimità di trafficate strade provinciali e soprattutto a pochi minuti di macchina da Fiuggi (fino al 1911 denominata Anticoli di Campagna), frequentata cittadina termale ciociara, ha saputo mantenere un’atmosfera incantata, immerso in un silenzio decisamente surreale.

Il lago si formò nel 1821 a causa dell'ostruzione dell'inghiottitoio, chiamato "Pertuso", da parte di materiali di deflusso e il fenomeno carsico è testimoniato oltre che dalla presenza di doline, che si notano ovunque nella zona, anche di grotte. Sono state avanzate varie ipotesi riguardo alla sua formazione, la più accreditata delle quali lo farebbe risalire ai prima decenni dell’Ottocento quando le acque inondarono l’ampia conca in cui si trova, prima occupata da campi coltivati. Nel 1821, infatti, venne riempito completamente e così gli abitanti degli insediamenti circostanti, in origine dediti all’agricoltura, con grande resilienza si diedero alla pesca, avendo perso i propri campi. Il lago è però curiosamente soprannominato “Fantasma”, a causa di uno strano fenomeno: i pesci presenti in abbondanza nelle sue acque scomparivano misteriosamente nei periodi di secca per poi riapparire quando il bacino idrico si riempiva nuovamente. Questo evento si protrasse per una dozzina di volte fino al 1923, ma fu definitivamente ridimensionato nel 1945, dopo circa vent’anni di secca, con l’ostruzione artificiale dell’inghiottitoio e con la realizzazione di una piccola centrale idroelettrica. Nel 1943, intanto, fu possibile effettuare la prima esplorazione del “Pertuso” e si scoprì che questo comunicava con una grotta sotterranea, una delle tante cavità carsiche della zona. Si comprese solo allora dove si rifugiassero i pesci durante i periodi d’abbandono delle acque. Sebbene oggi si cerchi di regolare il volume del lago, la sua naturale peculiarità ad essere instabile non è del tutto scomparsa.

In verità si sentì parlare di questo bacino imbrifero qualche anno fa, precisamente nel 2013, quando fu letteralmente assediato da numerosissimi gamberi rossi della Louisiana, gli stessi resi celebri dal noto film Forrest Gump: oggi sono scomparsi ma tuttora ci si chiede quali inconcepibili ragioni abbiano spinto a introdurre nello specchio d’acqua questi voracissimi crostacei, chiamati non a caso “gamberi killer”, dato che la loro aggressività ne mise in serio pericolo l’ecosistema.

Si può accedere liberamente all’area lacustre, ora riserva naturale protetta, tutelata da un’azienda speciale consortile e popolata da una ricca avifauna acquatica. La balneazione non è consentita ma si può camminare attorno e sostare in prossimità della riva ammirando lo spettacolare affaccio rivolto ad oriente verso i Monti Ernici, con in primo piano le due massicce vette rocciose della Monna e della Rotonaria: in inverno si specchiano innevate sulle acque azzurre del lago, mostrandosi al tramonto tinte di rosso, porpora o viola, tanto che, per l’effetto coreografico complessivo, lo specchio d’acqua è stato paragonato a quelli misteriosi della Scozia, come ad esempio quello di Lochness. Un motivo in più per cogliere l’occasione di visitarlo cercando ristoro non solo per il corpo ma anche per l’anima e immergendosi nella silenziosa pace di un piccolo lago tra i monti della ridente Ciociaria.