TRIPPLUS_PIEDE_DELLA_MADDALENA_foto

Maria detta “Maddalena” o Maria di Magdala, dal piccolo borgo sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade o “di Genezaret”, in Galilea, di cui sarebbe originaria, è stata una delle più note discepole di Gesù ed è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Viene descritta sia nei Vangeli canonici che in quelli apocrifi come una delle poche donne presenti sul Golgota durante la Crocifissione e la morte di Cristo. L'appellativo “Maddalena” potrebbe avere in realtà una suggestiva valenza simbolica, in quanto deriverebbe dal termine ebraico “migdal”, in aramaico “magdal”, che significa “torre”, per sottolineare l'importanza di questa donna che ebbe il singolare privilegio, in una società in cui il “gentil sesso” aveva un posto decisamente di secondo piano, di essere la prima persona a vedere Cristo Risorto e la prima cui lo stesso Gesù affidò l’incarico di annunciarne la Risurrezione. Per questo motivo la sua ricorrenza liturgica, fissata alla data del 22 luglio, originariamente era una memoria obbligatoria ma, recentemente, è stata elevata a festa da papa Francesco per sottolinearne il compito di evangelizzatrice degli apostoli, tanto che varie congregazioni di frati e di suore le attribuiscono tuttora il titolo di "Apostola degli Apostoli", come viene anche celebrata nella liturgia bizantina.

A tal proposito sapete che a Roma non si conservano solo alcune significative reliquie della Passione di Cristo, ma anche un frammento osseo del piede sinistro di questa santa donna?

Maria Maddalena, dopo la morte di Cristo, si sarebbe stabilita ad Efeso, in Turchia, dove vivevano Maria, la madre di Gesù, e l’Apostolo Giovanni. In questa città la pia donna morì e fu sepolta e così la sua tomba cominciò ad essere oggetto di grande venerazione. Nell’886 l’imperatore bizantino Leone VI il Saggio (866-912) ne fece trasportare il corpo a Bisanzio. Secondo una tradizione, i suoi resti mortali furono in seguito trasferiti in Provenza, dove tuttora Maria Maddalena è oggetto di grande venerazione, su iniziativa di un sovrano molto devoto della santa, Carlo II d'Angiò (1254–1309), detto “lo Zoppo”, a causa di una menomazione congenita, che fu incoronato re di Gerusalemme nella Cattedrale di Rieti il 29 maggio 1289, quell'anno solennità di Pentecoste, dal primo pontefice francescano, Niccolò IV Masci (1288-1292). Non è un caso, quindi, se nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi, nella Cappella della Maddalena, possiamo ancora ammirare gli incantevoli affreschi del maestro Giotto (1267–1337) che raffigurano il ciclo della tradizione provenzale a lei relativa. Durante la traslazione del corpo da Bisanzio in Francia, le spoglie fecero tappa a Roma e, in quella occasione, sarebbe stato prelevato il piede sinistro, mancante però di due dita, perché, secondo la tradizione, è il primo con cui la Maddalena ha varcato la soglia del Santo Sepolcro.

Successivamente questa reliquia è stata probabilmente conservata in Vaticano ma non se ne conosce l’esatta collocazione. Nel 1450 papa Niccolò V (1447-1455) fece costruire ai lati dell'accesso di Ponte Sant’Angelo due piccole cappelle espiatorie dedicandole una a “Santa Maria Maddalena” e l’altra ai “Ss. Innocenti”, per ricordare un tragico incidente occorso durante quell’Anno Santo, quando, a causa della gran folla che si accalcava sul suddetto ponte, di fatto unico punto di attraversamento del Tevere nell’Urbe a quei tempi, una delle spallette si ruppe, provocando la caduta in acqua e l'annegamento di ben 147 pellegrini. Nel sacello dedicato a Maria Maddalena vi era collocato il suddetto frammento osseo, che divenne pertanto l’ultima reliquia ad essere venerata dai pellegrini prima di giungere alla tomba dell’Apostolo Pietro. Durante il Sacco di Roma, l’ultimo brutale e umiliante saccheggio dell’Urbe, iniziato il 6 maggio 1527 e protrattosi per diversi giorni, i Lanzichenecchi (dal tedesco Landsknecht, “servo della regione” da “Land” che significa “terra”, “patria” e “Knecht” che sta per “servitore”), soldati mercenari di fanteria, per lo più di fede luterana, assoldati dall’imperatore Carlo V d’Asburgo (1500-1558), misero però a ferro e fuoco e depredarono la città e mentre assediavano Castel Sant'Angelo, in cui si era rifugiato il papa allora regnante, Clemente VII Medici (1523-1534), trovarono riparo all’interno delle due cappelle, purtroppo profanandole. Terminato l'assedio lo stesso pontefice volle demolire i due oratori ponendo al loro posto due statue marmoree, raffiguranti i due principali patroni e protettori di Roma, Pietro e Paolo, che, insieme ad altre, aggiunte in seguito, tuttora ornano l’antichissimo ponte.

La reliquia della santa, miracolosamente risparmiata dal saccheggio e dalla distruzione, venne così trasferita, al sicuro, nella canonica della chiesa, oggi basilica minore, più vicina: San Giovanni dei Fiorentini, in prossimità dell’inizio di via Giulia, nel rione Ponte. Per poter essere venerata dai fedeli venne custodita all’interno di un elegante reliquiario podomorfo, rivestito completamente in argento puro e appositamente realizzato dall’insigne orafo fiorentino Benvenuto Cellini (1500-1571), che abitava nei pressi della suddetta chiesa, nella zona dei Banchi Vecchi, dove si erano insediati tutti i banchieri toscani, provenienti soprattutto da Firenze e da Siena: qui tuttora un vicolo è intitolato a lui, che lavorava presso la vicina Zecca pontificia. Il frammento sacro venne però riscoperto solo in occasione del Grande Giubileo del 2000 e l’anno successivo fu collocato nel Museo dei Fiorentini, annesso alla basilica, dove rimase fino al 24 maggio 2012, quando il cardinale Carlo Caffarra (1938-2017), allora arcivescovo di Bologna e titolare di San Giovanni dei Fiorentini, ne presiedette la solenne traslazione all’interno della basilica, con intronizzazione nella cappella che porta il nome della santa, in fondo alla navata sinistra.

A Roma a questa pia donna è intitolata anche una chiesa a pochi passi dal Pantheon, nel rione Colonna: Santa Maria Maddalena, uno dei rari e più significativi esempi dell'arte rococò a Roma, soprannominata “chiesa di zucchero” perché la facciata settecentesca ricorda le decorazioni di una torta: nell’edificio annesso vi sarebbero custoditi peraltro i frammenti delle due dita mancanti del piede della santa. Varie chiese romane conservano inoltre altre parti del corpo della Maddalena. Presso la Cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano, era presente un reliquiario contenente parti del cilicio della santa ma ora, al suo posto, nel museo della stessa basilica, ne è esposta solo una foto e pertanto non si sa se sia andato perso o sia in restauro. In altre chiese romane si conservano una parte del velo a lei appartenuto e alcuni dei suoi capelli mentre nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme si può trovare un frammento del masso di pietra su cui era seduto Cristo quando le perdonò i peccati.

A Maria Maddalena, la tradizione fa risalire peraltro l’usanza delle uova pasquali: si narra infatti che la pia donna, ottenuto l’invito a un banchetto dall’imperatore Tiberio (42 a.C.–37 d.C.), durante il pasto, tenendo un uovo in mano, esaltasse la Resurrezione di Gesù. Tiberio, ridendo, la sfidò affermando che, se Cristo fosse effettivamente risorto, quell’uovo sarebbe diventato rosso e questo miracolosamente si verificò davvero: da allora i cristiani ortodossi, durante il periodo pasquale, dipingono le uova e la tradizione è arrivata fino a noi.

Roma, cuore della Cristianità, conserva dunque anche questa significativa reliquia che ricorda il passo più importante che un essere umano abbia mai compiuto: il primo ingresso nel luogo eletto dove si è consumato il più grande Mistero di tutti i tempi.