TRIPPLUS_OMAGGIO_ROMANO_A_SAN_FRANCESCO_D'ASSISI

A Francesco d’Assisi (1181/82-1226), proclamato nel 1939 Patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena da papa Pio XII, sono dedicate statue collocate in molte città dello Stivale. La Capitale, Roma, culla della Cristianità, ha voluto tra le prime, dedicargli un monumento commemorativo, inaugurato il 26 maggio 1927, in occasione del settimo centenario della morte.

Il Comitato per le onoranze a San Francesco aveva presentato già nel 1923, nella ricorrenza dei 700 anni dal primo presepe vivente, realizzato a Greccio dal Poverello di Assisi, la proposta di un monumento in suo ricordo. Venne incaricato del progetto lo scultore loretano Giuseppe Tonnini (1875-1954). Artista autodidatta e sempre vicino a committenti pubblici e governativi, realizzò molte opere a carattere celebrativo, sia in ambito patriottico che religioso. In particolare, collaborò, tra il 1900 e il 1910, con un altro illustre marchigiano, l’architetto Giuseppe Sacconi (1854–1905), alla realizzazione dell’apparato decorativo del Vittoriano, dove ha realizzato, in marmo Botticino, una qualità di calcare di colore beige, estratto nelle cave del comune omonimo e di altri centri del Bresciano, i leoni alati ai lati della scalea e l'allegoria rappresentante le Marche. Sono di sua mano inoltre tre busti marmorei che si trovano lungo la Passeggiata del Gianicolo.

La statua di San Francesco è alta 4 metri ed è stata interamente fusa in bronzo ad opera della storica Fonderia Artistica Laganà, una delle più importanti di Napoli, fondata nel 1890 e attiva fino ad oltre la metà del XX secolo. Si scelse di collocarla all'inizio di via Carlo Felice, nel rione Esquilino, prospiciente la Cattedrale di San Giovanni in Laterano, con la figura del Santo in posizione eretta e le braccia in alto, in atto di preghiera, con i palmi delle mani rivolti verso la basilica, su un basamento composto da gradoni di tufo, alto 8 metri, largo 10 m e con una profondità di 6 metri. Questa collocazione, non casuale, fa esplicito riferimento a un evento storico: il sogno di papa Innocenzo III (1198–1216) che avrebbe visto San Francesco nell’atto di sorreggere una chiesa, lo stesso fatto mirabilmente rappresentato da Giotto (1267-1337) in un noto affresco nella Basilica Superiore di Assisi.

Sotto la statua del santo, arretrate rispetto a questa, sono scolpite altre cinque statue, collocate su livelli diversi del basamento e raffiguranti alcuni suoi seguaci che lo seguirono a Roma per incontrare lo stesso suddetto pontefice cui fu chiesta l’approvazione della prima Regola francescana: rappresentano in verità, tutti i suoi discepoli spirituali in generale.

Sulla fronte del monumento è incisa l’iscrizione dedicatoria mentre sugli altri lati si possono leggere alcuni versi dell’XI canto del Paradiso della Divina Commedia, in cui Dante Alighieri (1265-1321) racconta la vita di San Francesco attraverso un panegirico pronunciato addirittura da un frate domenicano, il sapiente teologo San Tommaso d'Aquino (1225-1274).

Ancora oggi San Francesco continua a sostenere la Chiesa, tanto che persino un cardinale gesuita, divenuto pontefice, lo ha scelto come nome papale, infrangendo la tradizione.