TRIPPLUS_LA MADONNA DI FATIMA NEI GIARDINI VATICANI_foto

Nel cuore dei Giardini Vaticani, a pochi metri dalla riproduzione della Grotta di Lourdes, all’inizio del viale degli Olivi, al centro di un piccolo giardino ornato di piante e fiori, sorge un monumento dedicato a Nostra Signora di Fatima. Si tratta di un gruppo bronzeo, raffigurante la Madonna con ai suoi piedi i tre pastorelli cui apparve a Cova da Iria, vicino Fatima, in Portogallo, per sei volte, dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917.

L’opera è stata forgiata dallo scultore e pittore newyorkese Frederick Charles Shrady (1907-1990). Questo artista, formatosi prima nella sua città nativa e poi in Europa, ad Oxford e Parigi, si convertì dalla chiesa episcopalista al cattolicesimo nel 1948 e cominciò a dipingere temi religiosi e a realizzare le prime opere scultoree. Tra le sue creazioni vanno ricordati anche i bassorilievi dedicati alla vita della Madonna eseguiti per le porte della Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, oltre a diverse sculture che adornano alcune chiese in varie località degli Stati Uniti d’America, tra cui la cattedrale di San Patrizio a New York.

Nel 1982, Papa San Giovanni Paolo II (1978-2005) chiese al maestro americano di eseguire una scultura raffigurante la Madonna di Fatima da collocarsi nei Giardini Vaticani: si trattava del primo statunitense ad aver ricevuto una commissione di questo genere da parte dei Pontefici Romani.

Nell’alto podio dell’opera, in granito rosso, l’artista ha voluto scrivere, utilizzando caratteri bronzei in rilievo, la seguente data: 13 maggio 1981. In omaggio al pontefice committente ha voluto così ricordare la sorprendente coincidenza tra la data della prima apparizione a Fatima e il fallito attentato al papa polacco. Nel giorno suddetto, infatti, a piazza san Pietro, al termine dell’udienza papale, il terrorista turco Mehmet Ali Ağca, oggi sessantottenne, allora militante nell'organizzazione terroristica di estrema destra denominata Lupi Grigi, cercò di ferire mortalmente con un colpo di pistola Karol Józef Wojtyła, che fu colpito vicino al cuore ma, immediatamente trasportato all’ospedale Gemelli, venne operato d’urgenza e riuscì a sopravvivere. Papa Giovanni Paolo II, molto devoto della Vergine Maria, attribuì alla miracolosa intercessione della Madonna la sua sopravvivenza e volle donare quel proiettile, che riuscì a penetrare nel suo corpo, alla stessa Madre di Dio, facendolo collocare nella corona del simulacro ufficiale che a Fatima raffigura colei che là apparve.

Più tardi si seppe anche un’altra sorprendente coincidenza: subito dopo gli spari, una religiosa bergamasca delle Suore Francescane, suor Letizia Giudici, oggi settantacinquenne, ma allora giovane e agile trentenne, si gettò con tutto il corpo addosso all'attentatore, bloccandolo fisicamente e ostacolandone la sua fuga con un placcaggio da rugbista professionista. Il nome di battesimo della religiosa è Lucia, lo stesso nome della più grande dei tre fanciulli, Lúcia de Jesus Rosa dos Santos, cui la Vergine Maria apparve in Portogallo. A quest’ultima la Madonna predisse che sarebbe rimasta a lungo su questa terra mentre profetizzò la morte prematura dei suoi due cugini, Francisco e Jacinta Marto. Questi, infatti, scomparvero pochi anni dopo, entrambi colpiti dall’influenza spagnola che allora flagellava l’Europa: Francisco, nato nel 1908, a neanche undici anni compiuti, il 4 aprile 1919, mentre la sorellina, Jacinta, di due anni più piccola, a dieci anni non ancora compiuti, il 20 febbraio 1920. I due fratellini vennero beatificati a Fatima proprio dal papa polacco il 13 maggio 2000, durante l’Anno Santo, e canonizzati nello stesso luogo il 13 maggio 2017, in occasione del centenario dalla prima apparizione, da papa Francesco (2013-2025), anch’egli molto devoto della Madonna, e il cui nome papale, per un’altra singolare coincidenza, è lo stesso di uno dei due nuovi santi, i primi minorenni non martiri a ricevere tale onore.

Lúcia, nata il Giovedì Santo del 1907, divenne invece una religiosa entrando prima tra le Suore di Santa Dorotea, nel 1925, a diciott’anni, e prendendo il nome di suor Maria Lucia dell'Addolorata. Nel 1948 entrò nel convento di clausura delle Carmelitane Scalze a Coimbra con il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, dove visse nel nascondimento e nel silenzio fino al 2005, quando scomparve alla veneranda età di 97 anni. Dal 2008 ne è stata avviata la causa di beatificazione, grazie a papa Benedetto XVI (2005-2013) che concesse la dispensa dai cinque anni di attesa dalla morte, e nel 2023 è stata dichiarata Venerabile.

Il gruppo bronzeo, moderno nelle sue forme plastiche, rappresenta la Vergine Santissima con il capo chino, che rivolge il suo sguardo materno verso i tre pastorelli ai quali rivelò alcune profetiche verità e misteri sul futuro della Chiesa e del mondo, in quegli anni scosso dalla Grande Guerra e dagli albori di alcune pericolose ideologie estremiste. Al contempo la Madre di Dio è colta nell’atto di protendere le sue mani benedette a protezione dei tre fanciulli che, raffigurati ai suoi piedi, appaiono spaventati e sorpresi dell’inaspettata apparizione ma fiduciosi e felici per questa presenza così dolce e materna.

L’autore, avendo fatto tesoro di un vasto bagaglio storico-culturale e artistico, acquisito sulle due sponde dell’Atlantico, utilizza in modo disinvolto sia il linguaggio artistico tradizionale che le soluzioni formali più moderne e ha voluto, con la sua maestria, creare un dinamismo ascendente che culmina, dietro la nuca di Maria, con tre anelli concentrici in ferro battuto. Si tratta di un esplicito e voluto riferimento ad un altro evento miracoloso che ebbe luogo in occasione dell’ultima apparizione a Fatima, il 13 ottobre. Quel giorno avvenne, infatti, un grande segno, preannunciato dalla stessa Vergine: alla presenza di una folla accertata di almeno centomila persone, tra le quali anche numerosi giornalisti, il cielo si aprì e il disco solare cambiò colore e posizione per circa dieci minuti.

Roma, dunque, custodisce anche questa perla in cui l’arte mirabilmente fonde la spiritualità con le vicende umane e storiche che ricevono così un senso autentico.