TRIPPLUS_LA FONTANA DELLE ANFORE

A Roma molte fontane pubbliche sono state smantellate e rimontate altrove ma una ha addirittura traslocato due volte.

Era il 26 ottobre del 1927 quando la “Fontana delle Anfore” fu inaugurata al centro della piazza principale del nuovo rione Testaccio, allora intitolata a Mastro Giorgio, come era meglio noto l’artigiano e inventore lombardo Giorgio Andreoli.

Il monumento, interamente in travertino e a pianta circolare, mostra, come elemento decorativo e connotativo, il simbolo del rione che rappresenta: le anfore romane, i cui frammenti (testae), accumulandosi, vennero a costituire il vicino Monte Testaccio e furono rinvenuti in gran quantità per la prossimità con l’Emporium, l'antico porto fluviale della città di Roma. Questo attracco, edificato a seguito dell'impetuoso sviluppo economico e demografico che aveva reso del tutto insufficiente l’originario porto fluviale del Foro Boario, non ulteriormente ampliabile, per via della vicinanza ai colli, era situato approssimativamente tra il colle Aventino e il rione Testaccio, dove oggi sorge la piazza che ne porta il nome. Proprio in questo slargo, nel 1935, l'Amministrazione capitolina ordinò di ricollocare la fontana, con il consenso del progettista, a causa di problemi legati al cedimento del terreno sottostante.

Nel 2015 però la fontana rionale venne nuovamente ricollocata al centro della piazza dove fu pensata originariamente e che nel frattempo aveva assunto il nome di piazza Testaccio (l’inventore Mastro Giorgio non è finito nell’oblio ma gli è stata intitolata una via che lambisce la stessa piazza in questione), dove si era insediato il mercato rionale, poi trasferito nel 2012 in una nuova sede. L’operazione ha comportato lo smontaggio, il trasporto, il restauro e il rimontaggio degli oltre 350 blocchi costitutivi, singolarmente verificati e numerati e, per la prima volta, il monumento è stato dotato anche di un impianto di illuminazione.

Le fontane rionali, tra cui quella in questione fu pensata per il rione Testaccio, vennero realizzate nel triennio 1927-1930, in occasione del quinto anniversario della “marcia su Roma” (1922), dall'architetto romano Pietro Lombardi (1894-1984), su commissione del governatore di Roma, Filippo Cremonesi, ed erano originariamente dieci, ma una è andata distrutta durante i bombardamenti nel quartiere di San Lorenzo. Tra le nove sopravvissute, inoltre, vi è anche quella smantellata dal luogo in cui venne originariamente collocata, piazza Scossacavalli, nel cuore del rione Borgo. Quando questo slargo venne infatti cancellato, nel 1936, per aprire via della Conciliazione, una cui traversa nei pressi ha assunto lo stesso toponimo, la fontana finì ad abbellire un Monumento ai Caduti, realizzato nel 1964 presso la località Tomba di Nerone: si tratta della fontana dell'Emiciclo, sita ora in via Cassia 726.

Sono dunque non poche le fontane che a Roma hanno subito spostamenti dovuti a diverse cause ma soprattutto ad esigenze urbanistiche, legate alla modifica del tessuto urbano della città, a testimonianza del suo continuo divenire che la rende, anche per questo, unica al mondo.